La torsione della parola e il suo libero scioglimento in suono

Nuova tappa iberica per Anna Laura Longo

Il movimento di torsione è stato ripetutamente preso in considerazione e affrontato nell’arte così come nell’architettura, sia del passato sia di epoca contemporanea. Da un punto di vista pittorico e scultoreo sono presenti nel nostro immaginario numerose figure dotate di fattezze umane o animali, che si ritrovano ad essere attraversate da questo tipo di sollecitazione, che evidenzia anche un più o meno accentuato livello di contrazione e compressione.

Basti pensare a Michelangelo e al suo Tondo Doni, celebre dipinto a tempera grassa su tavola, risalente al periodo compreso tra il 1504 e il 1506, in cui viene scelto il formato circolare, all’interno del quale le tensioni dei corpi e le concatenazioni dei gesti assumono un carattere fondante: in particolare la torsione della figura della Vergine – che si impone per la sua centralità-  è in funzione del passaggio del corpo del bambino dalle mani della stessa verso Giuseppe. Ed è noto come Michelangelo si basasse sugli studi dei marmi serpentinati del periodo ellenistico.

Arrivando con immediatezza nella nostra epoca potremo senza dubbio citare l’opera di Giovanni Anselmo intitolata proprioTorsione (1968), dove un fascio in fustagno, collocato su un supporto in ferro, è soggetto a un vero e proprio contorcimento che restituisce una vitale forza interna della materia. La torsione è in questo caso distribuita in modo non uniforme e il suo andamento risulta essere estremamente variabile in funzione dei giri dati e della modificabilità della posizione verticale assunta. La libera esplorazione del movimento impresso è condizionata dalla presenza del muro, che indica il limite dello spazio. 

Anna Laura Longo (musicista, autrice e artista visiva ingegnosa e eclettica) da qualche tempo è intenta a lavorare su questa tematica. Con spigliatezza sta dando corpo a ricerche ampliate, in cui il valore della torsione – e dunque le potenzialità di forze energetiche interne alla materia- vengono riversate sulla parola e sul suono (con estensioni in direzione di aspetti visivi-oggettuali che sfociano in impianti installativi). Il tutto la conduce naturalmente a una riscoperta artistica della tensione. Quest’ultima, nel suo lavoro, può trovare una sorta di libero scioglimento o al contrario può permanere in uno stato di sospensione, quasi in un magico trattenimento. In musica si potrà facilmente associare questo discorso al concetto antico e nuovo di arsi e tesi. La gestione delle forze su cui lavora l’artista avviene, in ogni caso, in una chiave decisamente contemporanea e inusitata.

La torsione, come già si accennava, non è altro che una sollecitazione a cui è sottoposto un corpo quando una sezione viene fatta ruotare rispetto a un’altra. Anna Laura Longo immagina che esista dunque un asse di rotazione della parola (in architettura questo discorso potrebbe essere facilmente ricondotto al processo di rotazione di una trave) e organizza con acume i suoi procedimenti in tappe graduali ma, al contempo, sovrapponibili. E così abbiamo i seguenti passaggi:  emersione del valore tensivo e ritmico delle parole, costruzione di un movimento che conduca verso uno scioglimento e una sorta di  liquidità delle stesse, riassorbimento  e scomparsa effettiva delle parole in quanto tali, sagomatura e sviluppo di versificazioni atipiche soprattutto materiche, assemblaggio e formulazione di indagini sonore consequenziali e infine valorizzazione e progettazione oggettuale in direzione della tridimensionalità. Ciascuno di tali stati (o fasi) viene immesso -a rotazione- in una sospensione parziale o totale, in termini di svolgimento e estensione della durata, e sottoposto a una qualche forma di adattamento, dal punto di vista della conservazione o dispersione dell’energia per l’appunto, con conseguente ingresso – o meno- all’interno di in costrutto di apertura o di intrigante involuzione, contrazione o staticità. In taluni casi anche con approfondimenti estetici affascinanti su processi come il nascondimento e l’occultamento, dove la tensione è dunque portata ad alti livelli di estrinsecazione.

In un gruppo di opere recenti, definite libri-organismo, di natura extracartacea, la tensione materica di cui stiamo parlando si esplicita attraverso l’impiego di fili (rientrano in questa nozione anche fili elettrici e corde di strumenti) che trovano un “accomodamento” e una messa in forma di carattere innovativo su supporti e pagine in materiali diversificati. Selezionata nell’anno 2021 con l’opera In un singolo punto nodoso all’interno della sesta edizione del premio Libro de Artista di Móstoles (Spagna), Anna Laura Longo torna ora ad essere presente nel medesimo contesto, nell’ambito dell’edizione in corso. La sua opera intitolata Cloroplasti verrà esposta dal 20 novembre 2022 al 22 gennaio 2023 presso il Centro Cultural, situato in Plaza de la Cultura.

 In Cloroplasti viene configurato un mondo altro, avvolto da una strepitosa e quasi artificiosa brillantezza della vegetazione, restituita mediante un raffinato impiego del verde e con affioramenti di figure mitologiche inaspettate. Queste ultime sono affiancate ad esseri in parte trasfigurati, si tratta di mediatrici o mediatori pronti ad agevolare passaggi forse iniziatici. Tali esseri sembrano appartenere a veri e propri bestiari. Il lavoro è accompagnato anche da un contributo sonoro, si tratta di un’indagine pianistica originale che porta il titolo Lunghi slanci pausati (infiltrazioni in un sogno fotosintetico).

Coordinate:

Móstoles – Centro Culturàl, Plaza de la Cultura s/n

 (Premio Libro de Artista – VII edición)

20 novembre 2022 – 22 gennaio 2023

e-mail: librodeartista@mostoles.es

Per approfondimenti:
www.mostoles.es
www.annalauralongo.com
www.sfogliareperintravedere.com

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