Incontro con Riccardo Guarneri, l’artista della luce 

La visita all’atelier Guarneri è stata una opportunità che mi ha fatto tornare indietro nel tempo: molti anni fa, quando muovevo i primi passi nel giornalismo dell’arte, avevo conosciuto Riccardo Guarneri, esponente di spicco della pittura analitica, in occasione di esposizioni fiorentine sue e di altri artisti.

 – È trascorso molto tempo, non so se si ricorda di me, Maestro 

 Ma sì, il suo volto non mi è nuovo… Ci siamo sicuramente incontrati…

Mi fa molto piacere cominciare così la conversazione con Guarneri, la cui vitalità è rimasta intatta nel tempo, nonostante l’incedere dell’età. Non occorre rivolgergli tante domande: lui stesso comincia a parlare a ruota libera,  raccontando la sua lunga carriera artistica.

Ci si sente a proprio agio negli spazi del suo studio, nella zona di Campo di Marte a Firenze, dove colpisce anzitutto il chiarore che non proviene solo dalle porte a vetri, ma soprattutto quello emanato dalle sue opere. Non è un caso se Guarneri viene definito il pittore della luce.

– La Sua ultima fatica è la mostra “Luce che affiora” in corso a Urbino, in dialogo con opere di Rembrandt.  Ma qual è la relazione tra Lei e il grande pittore del 1600 e come è iniziato il Suo lungo percorso?

Tutto è iniziato  prima con la musica piuttosto che con la pittura. Suonavo in un’orchestra di musica leggera che mi ha portato in giro per l’Europa. A metà degli anni Cinquanta mi dedicavo ancora al figurativo, ma poi mi sono avvicinato all’informale, che era la linea di quel periodo. Ma un giorno mi trovavo in Olanda ed è accaduto qualcosa che mi ha fatto cambiare i programmi.

– Cosa è successo?.

– Ero in tournée con l’orchestra e ho avuto l’occasione di ammirare per la prima volta le pitture di Rembrandt, soprattutto i ritratti che mi hanno veramente affascinato per la tecnica del triangolo di luce sui volti. Proprio questo modo di utilizzare la luce mi ha spinto a cambiare strada verso nuove ricerche. L’informale che creavo usava contrasti tra colori scuri e luci bianche. 

Come afferma Riccardo Freddo, che ha curato insieme a Luca Baroni la mostra di Urbino, Rembrandt e Guarneri

sono due artisti lontani nel tempo, ma uniti da una stessa interrogazione sulla luce come forma di interiorità. 

Lasciata per sempre la musica, Guarneri si dedica alla pittura, senza però fermarsi a quella semplice  astratta del periodo,  troppo materica, pesante. Quindi sperimenta, tende a schiarire, togliendo lo scuro, facendo emergere la luce. Predilige i colori freddi, più luminosi, come la luce che ha ammirato tra i ghiacci della Finlandia.

Nasce così “Via d’uscita n. 1”,  che dà inizio ad una serie  di opere che esplorano la linea, il gesto e la grafia come oggetto pittorico, realizzate su carta o tela.  È pittura analitica caratterizzata da strati di colore trasparenti che creano profondità e vibrazioni, invitando lo spettatore a perdersi nella tela.

Per farmi capire il percorso della sua ricerca, il Maestro mi mostra alcune sue tele di varie epoche e dimensioni,  tutte chiarissime, leggerissime, impalpabili,  in cui lo spazio risulta scandito da variazioni di colore corrispondenti a variazioni luminose. Sono  tele in cui le uniche tracce riferibili a superfici sono rese con un semplice e scarno segno grafico a matita, simile a scrittura non leggibile.

Il Maestro prosegue nel racconto:

– Negli anni Ottanta preparavo le tele aggiungendo la carta di riso, che accoglieva l’acquerello in diramazioni leggerissime. Negli Anni Novanta sono tornato alla tela bianca capace di trattenere l’acquerello. Dagli Anni Zero lavoro sulla tela grezza per poter inserire dei bianchi puri. 

Ammirare le opere di Guarneri è una full immersion nella luce. Tante sono le tele sparse nello studio, che spesso vanno e vengono, richieste per una mostra o per una vendita. 

– Maestro, avrà sicuramente altri progetti per il futuro. Può dirmi quali sono?

No, non ne ho nessuno. Non ho più voglia di fare niente..

Ma non è proprio così. 

Alcune opere sono state richieste da poco da galleristi per mostre a Roma e a Milano.  Con Riccardo Freddo è in preparazione una retrospettiva in Tunisia, presso il Centro di Arte Italiana in Tunisia, con l’obiettivo di restituire in modo organico e approfondito l’intero arco della sua ricerca. Un’occasione importante per rileggere il suo lavoro in una prospettiva internazionale e per continuare un percorso di collaborazione che mette al centro il tempo, l’ascolto e la continuità del pensiero pittorico.

E allora l’attività di Guarneri ha ormai conquistato il suo spazio e non si ferma certo qui 

Nicoletta Curradi

Foto di Nicoletta Curradi