EAR – Enacting Artistic Research: a Roma la restituzione pubblica del progetto

Ingresso gratuito per l’evento che spazia da Tiziano a Michelangelo, da Giovan Battista Marino all’uso dell’AI per la ricerca artistica per indagare, tra gamification, intelligenza collettiva e scienza, il percorso e i risultati di EAR – Enacting Artistic Research.

A febbraio 2026 Roma smette di essere solo scenario del Patrimonio più conosciuto al mondo per diventarne laboratorio. Dal 16 al 21, la città si trasforma in un hub diffuso della ricerca artistica dedicata al pubblico e agli studiosi, un ecosistema temporaneo che attraversa luoghi, linguaggi e discipline per rendere visibile il percorso e i risultati di EAR – Enacting Artistic Research.

Un percorso che si sviluppa tra l’Accademia di Belle Arti di Roma, l’Auditorium dell’Ara Pacis, il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” e altri spazi culturali della città, componendo una vera e propria costellazione di luoghi della ricerca.

Cuore pubblico e istituzionale di questa restituzione è l’Auditorium dell’Ara Pacis nelle giornate del 18 e 19 febbraio 2026, dedicate alla presentazione del progetto EAR, con keynote e tavole rotonde che mettono a confronto artisti, studiosi e ricercatori provenienti da università, accademie e centri di ricerca italiani ed europei.

Accanto al confronto teorico, la settimana EAR propone un ricco programma di mostre e installazioni aperte al pubblico: a cominciare dalla mostra immersiva Purché tiri al favoloso. Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia. Ecco poi l’installazione One, Too Many — Am I scared by AI coagency?, che esplora il rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza collettiva attraverso un’esperienza immersiva e partecipativa mediante l’utilizzo di °’°Kobi.

Alla Pinacoteca dei Musei Capitolini, Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva, grazie alla diagnostica finanziata dal progetto EAR, indaga il processo creativo attraverso disegni, ripensamenti e opere in divenire. Mentre, sempre negli spazi dell’Accademia, sono visitabili dispositivi espositivi dedicati alla genesi dell’opera d’arte: Tiziano tangibile. La Pala Gozzi; Processi creativi e AI. Michelangelo e Sebastiano del Piombo; l’esperienza immersiva in realtà virtuale della cappella dipinta da Giovanni da San Giovanni con La Sosta durante la Fuga in Egitto, custodita all’interno dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e non più visitabile; Mappare gli strati pittorici, progetto sviluppato dall’INFN dell’Università di Roma e Patrimoni di ricerca: Hayez, Piatti e il processo creativo, progetto sviluppato dall’Accademia di Brera.

La dimensione performativa e sonora del progetto va in scena al Conservatorio di Santa Cecilia, che il 19 febbraio 2026 ospita Mirroring EAR – RAE – Revelations Acoustic Electroacustic, concerto e momento musicale concepito come parte integrante della restituzione EAR.

All’interno del palinsesto EAR trova spazio anche Hohenstaufen – The Game, progetto di gaming il cui trailer verrà presentato all’Accademia di Belle Arti per poi essere giocato interpretando il patrimonio di Castel del Monte sull’altopiano pugliese delle Murge.

Accanto agli spazi fisici, la settimana EAR attiva anche luoghi digitali della ricerca. Il PhD Hub, piattaforma internazionale che mappa e analizza i dottorati artistici e musicali in Europa e nell’area anglosassone, viene presentato pubblicamente insieme all’handbook PhDHub. Dottorati artistici e musicali in Europa.

Sempre negli spazi dell’Accademia Belle Arti di Roma, anche l’installazione Specie protetta, realizzata con l’utilizzo di °’°Kobi, e AI-Based Visual Analysis for Artistic Research and Semantic Inference, progetto che estende le metodologie della ricerca artistica, integrando tecniche di computer vision con inferenze semantiche supportate da grafi di conoscenza selezionati.

È attesa invece per una doppia data a marzo e a maggio Subatomic Symphony, installazione interdisciplinare nata dall’incontro tra arte, tecnologia e scienza, che trasforma in tempo reale i dati del bosone di Higgs dell’esperimento ATLAS in una composizione visivo-sonora. Il progetto, realizzato da INFN Roma Tre, traduce dal vivo le informazioni scientifiche in immagini, luci e suoni generati da laser e proiezioni, dando forma a un’opera audiovisiva ispirata alle collisioni subatomiche dell’LHC di Ginevra.

Ad aprire idealmente la settimana, il Convegno Internazionale La genesi dell’opera d’arte attraverso processi innovativi e sperimentali, in programma il 16 e 17 febbraio 2026 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, che mette a confronto artisti, studiosi e ricercatori provenienti da alcune delle più importanti istituzioni culturali e museali internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York, il Museo del Louvre, l’Opificio delle Pietre Dure, l’Istituto Centrale per il Restauro.

Nicoletta Curradi