Alla  Fondazione POMA Liberatutti di Pescia la mostra “Visceralità primitiva” del pittore Paolo Tesi

La Fondazione POMA Liberatutti (ETS), situata a Pescia (PT) in un ex opificio recuperato sulle sponde del fiume Pescia, è un centro polifunzionale di creatività e sperimentazione dedicato alla promozione dell’arte, della cultura e del libero pensiero. Fondata da Rita Fantozzi e Paolo Trinci, la Fondazione funge da spazio di incontro, offrendo laboratori artistici (pittura, creta), corsi di lingue, discipline olistiche (yoga, tango), musica, e attività di gioco (scacchi, subbuteo), oltre a ospitare mostre d’arte contemporanea, conferenze e concerti. Il nome “Liberatutti” richiama il desiderio di far “uscire allo scoperto” e condividere il sapere e la creatività in un ambiente accogliente. 

La struttura si articola su più livelli includendo laboratori, ampi saloni per il corpo e la mente, e un refettorio per corsi di cucina tradizionale.

Suo obiettivo è creare un luogo di aggregazione che contrasti l’isolamento culturale e favorisca lo scambio di idee.

Vi si organizzano mostre, incontri, corsi di lingue, e attività per ragazzi.

La Fondazione si configura come un vivace punto di riferimento culturale in Toscana, aperto alla sperimentazione e alla valorizzazione del talento. 

La mostra Visceralità primitiva aperta fino al 24 maggio 2026, raccoglie ventisette opere inedite su carta: una serie a colori di dieci lavori a inchiostro e una serie monocroma di diciassette lavori realizzata con la tecnica del pastello a cera. Opere di grandi dimensioni, ampi spazi in cui l’artista racchiude e unisce il continuum di temi che si richiamano tra loro. Al centro del progetto l’idea di una visceralità primitiva. I soggetti nascono dal subconscio visionario dell’artista ed esplodono attraverso il segno e il colore.

Come scrive lo stesso Tesi a proposito della mostra: “La superficie che utilizzo per lavorare, qualsiasi essa sia, non mi basta mai: vado sempre oltre.

La mano traccia l’ennesimo segno che scompare inghiottito dall’altra miriade di schizzi tracciati poco prima, per essere poi, tutti assieme, inghiottiti dal foglio. 

Quando nello studio inizio a disegnare, avverto un leggero disagio che si diffonde nell’aria, un’ansia mi pervade e mi spinge a fare. La mano si attiva e segno dopo segno lo spazio si riempie senza alcun indugio. Da un foglio passo a un altro, ma non mi sento appagato. Qualcosa di primitivo, inspiegabile e irrazionale, preme nelle mie viscere alla ricerca di un risultato che mi soddisfi, di un ideale forse irraggiungibile.”

Questa voracità del segno, questa tensione incessante verso un altrove che sfugge, è ciò che dà forma e sostanza all’intero progetto espositivo. Visceralità primitiva non propone una narrazione pacificata, ma espone il processo stesso del fare artistico come campo di conflitto, come necessità non mediabile.

Il catalogo, pubblicato da Edizioni Fondazione POMA Liberatutti nella collana PomArte e curato da Marta Convalle, raccoglie i contributi critici di Rosa Pierno e Anna Brancolini.

Nicoletta Curradi